Ultimo aggiornamento 29-06-2017

"Il senso comune è solo la mentalità delle masse"

VIGNETTA SATIRICA

APRILE 2017

di Alessandra Piacentini

 

DEMETRA APRE LE SUE PORTE

 

 

 

Dopo un primo incontro avvenuto in dicembre al Bianchini, con una conferenza, venerdi 31 Marzo alle ore 18,00 l’Associazione Demetra ha aperto ufficialmente le porte della sua sede sita in Corso Anita Garibaldi n. 80. Grande successo all’inaugurazione che ha attirato l’attenzione dei curiosi e simpatizzanti che hanno voluto conoscere i progetti dell’associazione. Tutti i presenti sono stati deliziati da un magnifico buffet ad effetto scenografico preparato dalla Lady Chef Assunta Fontanella e dal prof. Francesco Di Prisco con la collaborazione degli alunni dell’Istituto Filosi e da un ottimo accompagnamento musicale improvvisato con un cantante di eccezione ,il ragazzo Simone Marolla.

L’associazione Demetra nasce dalla volontà dei suoi due fondatori, Pino e Tiziana, che venendo a Terracina in vacanza, si innamorano di questa città,in particolar modo del centro storico, e decidono di investire tutte le loro risorse fisiche e finanziarie in questo progetto. Trattasi di un’associazione di promozione sociale, senza scopo di lucro, con obiettivi di inclusione di giovani, diversamente abili e non, attraverso la realizzazione di opportunità di lavoro, non di tipo benefico, ma grazie all’ avvio di vere e proprie attività che si sviluppano all’interno dell’associazione seguendo un iter che va dalla pianificazione alla realizzazione delle stesse . Il circolo mette a disposizione i suoi spazi anche per il doposcuola, per riunioni di associazioni di volontariato,per esposizione di manufatti e prodotti locali,per presentazione di libri all’interno del proprio caffè letterario,e un cineforum e vari corsi che strada facendo verranno proposti.

Demetra promuove cinque progetti: l’onoterapia, con il supporto tecnico della terapista Nunzia e la psicologa Valentina, il laboratorio alimentare con la preparazione di confetture, la bottega del riciclo, arte e mestieri, il turismo alternativo, il laboratorio creativo di manipolazione.

 

Potete seguire l’associazione Demetra su Facebook:

 

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Grazie a Fotografando Terracina per le foto e il video. Potete seguirlo su

 

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di Silviano Altobelli

 

L'ESSENZIALE E' INVISIBILE AGLI OCCHI

 

“Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi”. Queste sono le parole scritte da Antoine de Saint-Exupéry nel libro “Il Piccolo Principe”. Seppur apparentemente scritto per bambini, le parole dell'autore sono in verità destinate al cuore dei “grandi”, ai loro sentimenti più veri e profondi, troppo spesso celati da quegli strati di polvere e sporcizia rappresentati dalla nostra ipocrisia, avidità ed egoismo. Nella nostra città in questi giorni abbiamo potuto assistere ad un'iniziativa di carattere solidale da parte del partito politico “Noi con Salvini”. I militanti del movimento si sono attivati dando vita al Tour della Solidarietà, così come da loro stessi definito, ovvero una colletta alimentare volta ad aiutare, cito testualmente la loro campagna comunicazionale su facebook, “le famiglie bisognose di Terracina... Prima gli Italiani”. L'iniziativa in sé è (o forse dovrei dire sarebbe) senza ombra di dubbio degna di lode e speriamo fonte di imitazione; la mia perplessità però si sostanzia in una domanda: che bisogno c'era di sottolineare la cittadinanza dei beneficiari?. Quel “le famiglie bisognose di Terracina... Prima gli Italiani” mi lascia un senso di inquietudine, mi fa pensare proprio a quella “polvere” che va a posarsi sui “buoni sentimenti”, sporcando il tutto.

Immagino già la loro prossima iniziativa. Li vedo in giro per la città, nelle nostre piazze, a pochi giorni dalla festa della mamma a raccogliere fondi da destinare alle donne bisognose, italiane, terracinesi, eterosessuali e mamme di figli rigorosamenti bianchi. Sostengo che ogni iniziativa benefica debba essere pura, fatta con amore e senza secondi fini (spero che qualcuno non abbia già dato inizio alla campagna elettorale visto che mancano ancora quattro anni alle elezioni). Quando si parla di persone che versano in uno stato di bisogno e di sofferenza credo sia essenziale aprire il cuore e provare invece a chiudere gli occhi dinanzi al loro certificato di nascita!

 

... L'essenziale è invisibile agli occhi...

 

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di Massimiliano Campoli

 

TERRACINA E LA CULTURA CHE DEVE DECOLLARE

 

Quante volte si è sentito dire “Terracina è una città a vocazione turistica” … ormai è un ritornello che viene ascoltato con una nota di ironia, perché la percezione è che la nostra città a questa vocazione non abbia mai risposto veramente.

Terracina ha delle caratteristiche uniche: posizione geografica, clima, paesaggio montano e marittimo, luoghi storici… un mix più unico che raro di bellezza tipicamente italiana e mediterranea.

Durante l’estate la città si riempie di turisti, non più come una volta certo, ma si nota comunque un enorme afflusso di persone che rimane per più giorni o anche solo di visitatori occasionali.

Che cosa offre però la nostra città ai turisti oltre il classico “svago estivo”?

Ebbene, quel che si denota non è la totale assenza di proposte culturali (vedasi Jazz festival, settimana mozartiana, festival delle emozioni) ma una debole proposta; tutto il resto viene delegato alle attività private come discoteche e locali, ma già il fatto di non avere ancora (si spera ancora per poco ormai) una struttura culturale di riferimento come un teatro, la dice lunga.

 

Ma tornando alla debolezza della proposta culturale terracinese posso citare alcuni paragoni che mi sono trovato io stesso a fare: viaggiando in Germania pochi anni fa, capitai in una piccola città di nome Buhl (poco meno di 30 mila abitanti) e rimasi piacevolmente sorpreso vedendo dei piloni con locandine e manifesti di eventi proprio fuori la stazione, praticamente appena arrivato in una città per me anonima e sconosciuta avevo in un attimo già idea di cosa avrei potuto fare nel mio soggiorno (e di attività ne avevano pubblicizzate tante!)

Ecco: la nostra città ha bisogno di ottimizzare, di scommettere sulla cultura come attrazione di élite e saperla “vendere”.

È notizia di questi giorni che è stato approvato un nuovo regolamento per la disciplina delle attività culturali riconosciute e sostenute dal Comune: esisterà il Patrocinio (che attesterà il valore dell’attività), l’esonero dalle spese amministrative (suolo pubblico ecc.) e poi il contributo economico (con il quale il Comune potrà sostenere parte delle spese dell’organizzazione); che si stia mettendo mano a questo settore è un ottimo segnale, perché finalmente la nostra città potrà iniziare ad avere una visione più a lungo termine e non solo estiva.

Per fare questo non ci vuole chissà quale metodo innovativo o costoso, è necessario però pubblicizzare in grande ciò che viene organizzato, magari pensando ai punti strategici della città e pensare a delle installazioni per far vedere a quante più persone ciò che il Comune organizza o semplicemente ha patrocinato; questo per rendere partecipi quanti più cittadini e turisti di quel che si fa in città: si può pensare a degli spazi agevolati riservati alle attività d’interesse pubblico.

Non è possibile che una città con un potenziale così grande si riduca a pubblicizzare gli eventi senza una organizzazione “in grande” e in ritardo (almeno per gli eventi di interesse pubblico).

È stato bello vedere tanto interesse per gli eventi sportivi ad esempio, che sono molto sentiti e talvolta anche davvero ben pubblicizzati (pensiamo all’Off shore), ma purtroppo questi eventi sono troppo rari e non bastano per alzare il livello del turismo in senso generale: bisogna agire su tutti i fronti e in maniera costante.

Oggi il Comune dispone della tassa di soggiorno per finanziare gli eventi culturali, un tributo che porta nelle casse dell’amministrazione non poche risorse; prendendo spunto da un Comune vicino come quello di Sezze, che organizza ogni anno il cartellone degli eventi sia nel periodo di Natale che in estate (il Comune organizza tutti gli eventi in collaborazione con le associazioni locali ormai da anni), perché il Comune di Terracina con queste risorse che dispone e magari con il sostegno dei privati (si potrebbe pensare ad un tavolo comune di organizzazione per incrementare l’appetibilità turistica) non può organizzare ogni anno delle stagioni culturali e renderle fruibili a tutti anche fuori dai nostri piccoli confini?

 

“La bellezza salverà il mondo”

Permettiamo alla bellezza di essere conosciuta da quante più persone possibili.

 

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di Boris

 

SOTTO LE LUCI...SBAGLIATE

 

Il magazine Anxur Time, tra le sue varie attività di informazione ed intrattenimento, ha indetto un concorso per il Terracinese dell’anno, iniziativa interessante sotto molti punti di vista, sicuramente un’ottima idea per puntare ancora di più i riflettori sulle loro attività ed i loro progetti. Questo concorso prevede una votazione on line dal sito del magazine, chiunque può votare i vari candidati e permettergli di ottenere il primo posto, dopodichè in una seconda fase una giuria ben composta dovrà dare il giudizio finale e decidere chi tra tutti si è distinto come  “Terracinese dell’anno”, premetto, in quanto vittima, di essere contrario al sistema di votazione on line, cioè nella prima fase delle selezioni, soprattutto nel contesto delle votazioni dei politici, non può passare chi ha più amici, o contatti, o mezzi di comunicazione o semplicemente più tempo libero da dedicare all’iniziativa, mi sembra di essere tornato alle elezioni, whatsapp, facebook, twitter e altro ancora, ogni mezzo è buono per sottolineare la proprio popolarità, ma andiamo oltre, perchè poi ci sarà una giuria che deciderà, se questa giuria dovrà votare ed esprimere un parere in base a dei criteri ben delineati allora posso tranquillamente dire che, riserve a parte, è un’ottima iniziativa, che oltre a fare gli interessi dell’Associazione, porta un pò di sana competizione tra figure che tengono in mano l’onore e la faccia di questa città.

In questo articolo vorrei parlare nello specifico della votazione in corso, cioè del miglior politico terracinese dell’anno, perchè finchè si parla di spettacolo la cosa ci può stare, ma quando una persona seria e responsabile si mette a fare il burattino allora bisogna mettere le cose in chiaro e tornare alle basi.

Mi sono stupito di quanto anche nei vari media il politico venga definito come un “facente parte di un gruppo” ormai la politica sembra essere diventata un nuovo sport, dove la destra deve battere la sinistra, un’eterna competizione a chi fa meglio ma alla fine poi nessuno fa nulla se non parlar male dell’altro a prescindere da qualsiasi cosa, non credo di aver mai sentito un politico di opposizione appoggiare pienamente l’opinione della maggioranza semplicemente perchè è d’accordo, no! se il mio partito è in opposizione io devo oppormi a priori, come se la mia volontà non servisse a niente. Voglio ricordare ai lettori che il politico è una Persona, con delle competenze in materia, che decide di mettersi a disposizione della sua cittadinanza o altro, per amministrare al meglio, per prendere decisioni nell’interesse della collettività, per fare in modo che la Comunità di cui fa parte possa crescere, un politico risolve problemi non ne crea, un politico  svolge il lavoro più umile del mondo, dedica il suo tempo agli altri, spesso il suo tempo libero, perchè sono pochi che riescono a vivere di politica, quindi tanto di cappello a quelle persone che FANNO politica. Dimentichiamoci i favori, le promesse, le cravatte e i macchinoni, il politico non si sente se non per comunicare qualcosa, non parla male dell’avversario, ci collabora per un interesse collettivo, un politico non perde tempo a dire quanto è bello e bravo, lo passa a studiare leggi e altro, un politico stà in prima linea e si informa su tutto quello che gli succede, mettendoci sempre la faccia.

Viene da se che chi entra in politica non dovrebbe entrarci per fare carriera, ma per una scelta di vita, perchè sa che può migliorare qualcosa e sà quanto sia importante, ma lo fa con i fatti e non serve spiegare in continuazione chi è e cosa fa, si mette in gioco e porta a termine il suo impegno, con critiche ed elogi.

Detto questo, ritengo che in questa competizione la votazione e il risultato finale debbano essere inerenti ai veri e propri meriti di politico in quanto tale, dovrebbe emergere il politico più meritevole e non il più popolare, non è una sfilata di moda oppure un talk show, è una cosa seria e scrivo questo articolo anche con la speranza che nel piccolo riesca a mantenerla tale almeno per qualcuno.

Concludo dicendo che, considerate le premesse fatte sia sulla competizione che sul suo esito finale, ritengo che i meriti attribuiti ad una persona debbano arrivare dall’esterno, chi tanto decanta le proprie lodi in genere è bravo solo a parlare, il problema è che mentre tanti stanno zitti e fanno il proprio lavoro tutti i giorni, portando anche a casa risultati importanti, altri perdono più tempo ad illustrare nel dettaglio le loro quotidianità. Spero di non essere stato troppo critico, inutilmente critico, il mio intento è solo quello di sottolineare l’importanza di un ruolo cruciale per la nostra città, un ruolo che può anche essere messo su di un palcoscenico, ma che deve restare umile e laborioso, il politico vero è quello che lascia il segno nella storia della città per qualcosa di importante e di utile per tutti, non è quello che ha tanti amici e follower su facebook.

 

 

 

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di Andrea Di Lello

 

NON TUTTE LE DOMANDE POSSONO AVERE RISPOSTA

 

Ma, insomma, i primi tre classificati nell'elezione a sindaco dell'anno scorso dove hanno preso i soldi per la loro campagna elettorale? Noi del Sestante vediamo che porre questa domanda nelle amministrative 2016 non ci ha portato da nessuna parte; vediamo che il consenso dei terracinesi si è concentrato soprattutto su quelli che con più disinvoltura hanno sorvolato su questi temi; sentiamo che in questa città nel parlare di questi argomenti prova più imbarazzo chi rivolge l'interrogativo di colui a cui viene posto. Vediamo e sentiamo tutto questo; eppure...ma quei tre i soldi dove li hanno presi? A questo punto dello scritto che leggete, potrebbe partire un predicozzo sull'importanza della trasparenza nella vita politica e sul dovere che hanno amministratori ed aspiranti tali a rendere conto del loro stato patrimoniale, onde infondere nei loro beneamati concittadini fiducia piena che chi li governa e chi si propone per governarli da altro non è mosso che da insopprimibile senso del bene pubblico. Viva l'Italia, viva la Repubblica! Invece noi vogliamo sapere di quei soldi soltanto per saperlo. Non il Grande Inquisitore, ma la sora Cesira, la comare maestra del sospetto, che scruta il suo condominio ed il suo quartiere semmai ci fosse una scollatura tra apparenza e realtà nella vita dei vicini. Le cose come davvero vanno: questa la sua e la nostra curiosità. Non ci risponderete (ci rivolgiamo a quei tre di prima, che non nominiamo solo perché, più che il dato anagrafico, è rilevante la loro appartenenza ad una medesima categoria, quella dei politici), non ci risponderete, dicevamo, e potete farlo. Ma sia chiaro che ve lo abbiamo domandato e sia chiaro che non avete risposto. Chiediamo un'ultima volta, non si sa mai: da dove vengono tutti quei soldi della vostra campagna elettorale? Soldi vostri o di altri? E se di altri, di chi? Si sa invece dove uno dei tre, ora capo dell'amministrazione comunale, troverà il denaro per pagare le due figure previste dal nuovo Ufficio Relazioni Esterne. Dopo avere ripristinato lo stipendio pieno per i suoi assessori, il Nostro investe ora in un portavoce del sindaco e in un addetto alle relazioni esterne. Niente moralismi, può darsi che davvero di certi servizi proprio non si possa fare a meno, sebbene le testate giornalistiche con corrispondenti locali siano ormai ridotte a due e raramente il Comune brilli per iniziative che trovino rilievo a livello regionale e ancora meno nazionale. La sora Cesira che è in noi insinua che più di qualche volta, parlando in termini generali, il posto di assessore o altri incarichi pubblici sono serviti anche a garantire una qualche retribuzione a disoccupati con buone entrature politiche. Ma, a dare retta alle comari, chi si salva?

 

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CHI SIAMO

 

È certo che non ci muoveva soltanto il desiderio di spuntare un buon risultato alle scorse elezioni amministrative. Perché, se fosse stato solo la voglia di raccogliere voti, dopo la batosta ricevuta, avremmo dovuto lasciar fare a chi, in un modo o nell'altro, i voti sa come prenderli e dedicarci solo agli affari nostri. Eppure eccoci di nuovo qua, noi del Sestante, con un nuovo sito e anche nuove facce. Per fare cosa? Quello che facciamo da quasi trent'anni: provare a capire quanto succede in questa benedetta città, provare un po' a cambiarla questa benedetta città. Lo sappiamo, lo sappiamo: altri chiacchierano meno di noi, per scelta o per gli effetti di una accidentata educazione linguistica e non solo, e poi si ritrovano consiglieri comunali, assessori e talvolta sindaci, oppure siedono in qualche consiglio di amministrazione di ente pubblico, dove formulare frasi corrette, coerenti e coese non è tra i requisiti curricolari richiesti. E allora? Rileggete sopra. Sebbene, infatti, non ci manchi la persuasione che non faremmo male se fossimo al governo di questa città; e sebbene ci venga un po' di malinconia a pensare come ci sono andate le elezioni dell'anno scorso, sebbene tutto questo, noi non ce la sentiamo di non essere ciò che siamo, o ciò che siamo diventati in questa esperienza chiamata “Sestante”. Cominciava a mancarci la città, provavamo disagio ad ignorare che cosa le stesse accadendo, ci chiedevamo un po' inquieti se non avesse bisogno di una mano. Un po' come quando si litiga con un amico, con un fratello, una sorella e, torto o ragione che uno abbia, non ci si sente nei propri panni a disinteressarsi della sua vita. Siamo fatti cosi, siamo diventati così. E tutto questo si chiama “Sestante”.

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