Ultimo aggiornamento 29-06-2017

"Il senso comune è solo la mentalità delle masse"

VIGNETTA SATIRICA

GIUGNO 2017

di Andrea Di Lello

 

MALAVITA ORGANIZZATA "State senza pensieri!"

 

Si può fare finta di niente. Come sempre. Si può anche fare finta di niente. E “stare senza pensieri”, come raccomandano i camorristi della serie televisiva “Gomorra”. E qui a Terracina ci piace stare spensierati, magari non per dare retta ai camorristi, ma così, per carattere. Un paio di mesi fa, la notizia delle misure prese dal Tribunale Penale di Latina, su richiesta della Direzione Nazionale Antimafia di Roma, nei confronti di Eduardo Marano,   “ritenuto appartenente al clan camorristico, con roccaforte in Napoli, della famiglia Licciardi” e “da tempo insediatosi a Terracina”. Marano era tra noi, coltivava i suoi interessi, ma noi stavamo senza pensieri. E va bene, direte voi, se una rondine non fa primavera, mica per uno che la DNA considera un camorrista e che ama abitare dalle nostre parti noi terracinesi dobbiamo rinunciare a stare senza pensieri. I proverbi non sbagliano. E allora sbaglia Daniele Signore, capitano della locale Guardia di Finanza, che l'anno scorso, di questi tempi, in un convegno sulla legalità, affermava che “Terracina è la terra felice per i riciclaggio di capitali sporchi”. E con lui, sbaglia anche Cesare Sirignano, della Procura Nazionale Antimafia, che nella stessa occasione, provava a darci la sveglia: “Qui c'è una camorra che investe e ricicla. Qui avete un problema. Quanti morti ci sono dietro i soldi che arrivano, quante persone lasciate sul lastrico, perché soggiogate dalla malavita organizzata! Quelli più pericolosi sono coloro che portano i soldi nella valigetta, che vanno a corrompere, e mandano i figli anche in Inghilterra ad imparare l'inglese. Questi continueranno ad esserci se continuate a chiudere gli occhi”. Diciamo che sbagliano tutti e due e e liberiamoci di ogni pensiero. Come quelli del Pd che, in quegli stessi giorni (era campagna elettorale), postavano sui social le facce sorridenti dei loro candidati al Consiglio Comunale con la  didascalia: “Ecco i nostri malavitosi organizzati”. Ci scherzavano sopra. Ma che simpatici! Ma che risate! Quello del Pd fu il riferimento più audace al problema dell'avvelenamento camorristico dell'economia cittadina venuto dalle forze che hanno sostenuto i tre candidati sindaco più votati nelle scorse amministrative. L'unico in realtà, perché tutti gli altri ritennero che l'argomento non meritava neanche una battuta, più o meno riuscita. Ma tutti, alla fine, trovarono corrispondenza alla loro spensieratezza in numerosissimi elettori. E oggi va come allora. Perché i fenomeni naturali hanno leggi costanti nel tempo. E noi siamo così di carattere. E pure chi mandiamo a rappresentarci lassù in Municipio.

 

 

 

 

 

 

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di Boris

 

UN PONTE PER LE ELEZIONI

 

Come al solito si viene stimolati a scrivere un articolo non per elogiare qualcuno o raccontare un accaduto piacevole bensì per raccontare dell'ennesimo disagio nostro e soprattutto dell'ennesimo caso di incompetenza delle varie amministrazioni.

In sostanza, la Provincia, che ha il compito di tenere sotto controllo anche il Ponte di Foce Sisto, farci manutenzione e gestirlo nelle sue varie mansioni, pare che da tempo sapesse in che condizioni stesse la struttura, ma solo dopo un controllo della Regione, partito non si sa come nè perchè, soprattutto non si sà perchè in questi giorni visto e considerato che a quanto pare il ponte non stava bene nemmeno nei mesi passati, come la logica impone, salvo catastrofi ambientali una struttura del genere non si rende inagibile dall'oggi al domani. Quindi praticamente, partita questa segnalazione della Regione che ha messo con le spalle al muro la provincia è scoppiato il problema, risoltosi con la chiusura del ponte e trasformandosi in una occasione d'oro per qualcuno che guarda caso si trova in campagna elettorale, mi viene da pensare sempre alle solite cose, è una politica di strategia, che ambisce al potere e alla posizione, quella che vediamo ogni giorno, una politca dei fatti non avrebbe mai portato ad una situazione del genere.

Ora si stanno passando la palla tra i vari Enti per definire chi dovrà sistemare il problema, ognuno se ne lava le mani e accusa il prossimo, così all'infinito, questo perchè ci si appella a leggi che dovrebbero regolamentare una giusta amministrazione mentre invece non fanno altro che infilare il coltello nella piaga, come andrà a finire questa situazione? Sicuramente ci aspetta una campagna elettorale di fuoco, dove il protagonista assoluto sarà poprio il ponte a Foce Sisto, una cosa è certa, la stagione ormai è arrivata e il problema va risolto quanto prima, quei pochi metri di struttura erano e sono tutt'oggi di vitale importanza  per migliaia di persone, soprattutto le attività stagionali che devono trottare pochi mesi per tirare avanti tutto l'anno, anche solo un giorno di magra per colpa del difficoltoso passaggio potrebbe creare seri problemi, ovviamente parliamo di attività ed esercizi perchè ci preoccupiamo delle famiglie che ne vivono.

Qualcosa mi dice che il problema in qualche modo si risolverà e qualcuno in prima fila farà un figurone agli occhi di tutti, magari guadagnandosi anche la vittoria alle elezioni, che cosa fantastica la divina provvidenza, ha servito su un piatto d'argento un occasione d'oro per questi benefattori scesi in campo per fare del bene alla loro città, dandogli l'occasione di dimostrare a tutti quanto tengono alle loro comunità e cosa sono in grado di fare.

Dicerie, strane idee, sensazioni, o pura verità, non si saprà mai, il fatto è che ognuno di noi è svenato quotidianamente di soldi necessari per l'amministrazione pubblica e puntualmente si generano disservizi e problemi, voglio ricordarvi che è il popolo che comanda, noi paghiamo queste persone per fare il loro lavoro ed abbiamo tutto il diritto di pretendere che problemi come questi vengano risolti, anzi, che non si verifichino proprio. Chissà quanti nomi salteranno fuori da questa storia e quante persone verrano punite per questa irresponsabilità, non possiamo saperlo, come non possiamo sapere quante famiglie subiranno disagi incalcolabili.

 

 

 

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di Samuele D'Ambrosio

 

IL CULTO DEL RISPETTO

 

Forse non tutti sono al corrente del tempio Hindu recentemente aperto a Borgo Hermada, precisamente in via Migliara 58, ed inaugurato l’ 11 dicembre 2016. Si tratta del primo tempio Hindu presente nella nostra regione, da non confondere con altri luoghi di culto frequentati dalla comunità indiana. Questi ultimi, infatti, sono dei templi Sikh: la differenza è più profonda di quanto si possa credere. Nel sikhismo il ruolo più importante del culto non è rappresentato dagli dei, ma dai guru ed i loro libri, che in alcune cerimonie vengono letti per intero ininterrottamente. Questa religione, inoltre, è molto più recente, essendo sorta tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500. L’induismo è invece una delle più antiche, se non la più antica, religioni e si basa sul culto dei una serie di dei che rappresentano i vari aspetti del creato. Non esiste un giorno della settimana in particolare da dedicare alle preghiera: il tempio è aperto tutti i giorni. Ciò nonostante il giorno che registra la frequenza più alta è la domenica, solitamente giorno di riposo lavorativo. In questo giorno si riuniscono pressappoco 200 persone, che possono diventare anche 500 nei giorni di festa religiosa. Ma la giornata non si conclude con la preghiera poiché dopo la cerimonia ci si siede l’uno affianco dell’altro e si mangia tutti insieme. Questo sentimento di fratellanza e l’andare oltre il sistema di caste, più prensente dei luoghi di origine del culto, rappresenta la particolarità di questa realtà. Non esiste differenza tra i credenti e le loro offerte sono libere, per di più indirizzate al pranzo domenicale dove questi sentimenti di identità, unione e comunità sono più evidenti. Ciò mette in evidenza anche alcuni pregiudizi di coloro che poco o nulla sanno di queste tradizioni. Siamo di fronte ad una comunità libera, dove, nonostante i vincoli della religione, questi non vengono imposti a nessuno, così come nessuno viene emarginato se li trasgredisce. La stessa logica è estesa anche all’esterno: il principio fondante dei rapporti con l’altro è il rispetto. Al di là dei singoli comportamenti e delle singole credenze, conformi o meno alle proprie, il rispetto è sempre presente: ad iniziare dai rapporti con la chiesa del posto, testimoniati dai contatti e dalla partecipazione del parroco, ricambiati dagli induisti. Tutto questo appare ancora più nobile se relazionato ai pregiudizi che colpiscono questa comunità: fa riflettere come, a volte, siano proprio coloro che non lo ricevono a ricordarci cosa sia il rispetto.

 

 

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CHI SIAMO

 

È certo che non ci muoveva soltanto il desiderio di spuntare un buon risultato alle scorse elezioni amministrative. Perché, se fosse stato solo la voglia di raccogliere voti, dopo la batosta ricevuta, avremmo dovuto lasciar fare a chi, in un modo o nell'altro, i voti sa come prenderli e dedicarci solo agli affari nostri. Eppure eccoci di nuovo qua, noi del Sestante, con un nuovo sito e anche nuove facce. Per fare cosa? Quello che facciamo da quasi trent'anni: provare a capire quanto succede in questa benedetta città, provare un po' a cambiarla questa benedetta città. Lo sappiamo, lo sappiamo: altri chiacchierano meno di noi, per scelta o per gli effetti di una accidentata educazione linguistica e non solo, e poi si ritrovano consiglieri comunali, assessori e talvolta sindaci, oppure siedono in qualche consiglio di amministrazione di ente pubblico, dove formulare frasi corrette, coerenti e coese non è tra i requisiti curricolari richiesti. E allora? Rileggete sopra. Sebbene, infatti, non ci manchi la persuasione che non faremmo male se fossimo al governo di questa città; e sebbene ci venga un po' di malinconia a pensare come ci sono andate le elezioni dell'anno scorso, sebbene tutto questo, noi non ce la sentiamo di non essere ciò che siamo, o ciò che siamo diventati in questa esperienza chiamata “Sestante”. Cominciava a mancarci la città, provavamo disagio ad ignorare che cosa le stesse accadendo, ci chiedevamo un po' inquieti se non avesse bisogno di una mano. Un po' come quando si litiga con un amico, con un fratello, una sorella e, torto o ragione che uno abbia, non ci si sente nei propri panni a disinteressarsi della sua vita. Siamo fatti cosi, siamo diventati così. E tutto questo si chiama “Sestante”.

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